Cosa siamo noi?
Dove finisce tutto ogni volta?
Mi ritrovo nuovamente qui, alla ricerca dell’equilibrio che ho smarrito partendo, e che ogni volta che torno devo riconquistare.. per sopravvivere.
Volevi sapere che ne pensavo e io non riuscivo a dirtelo, le parole si spezzavano in gola.. Ma io cosa dovrei pensare?
Oltre alle domande patetiche che vorrei tanto che mi ronzassero nella testa perchè fanno solo più male, che potrei pensare… Posso solo provare a ricordare com’è stato conoscerti.
Inaspettato, improvviso, fantastico. E devo ricordare com’era non immaginare nemmeno che saremmo arrivati a questo. Devo ricordare quanto so di essere stata fortunata.. Ma ora niente di tutto questo aiuta. Ho provato la felicità nel ricevere il tuo buongiorno.
Oggi, tornata a Roma, di te mi rimane accarezzare un segno sul collo e pensare che ieri a quest’ora eravamo insieme.
Almeno so che mi vuoi bene, me l’hai ripetuto spesso in questi giorni… e quei baci sulla fronte, o quegli abbracci mentre sulle mie guance scorrevano lacrime che tentavo di nasconderti, hanno mostrato il bene che mi vuoi. E allora proverò a farmi bastare tutto questo.
“Perchè ti va bene che le cose vadano così?” tu
“Perchè non posso pretendere altro…” io
esiste una parola per definirci? dicembre 9, 2008
Prego. novembre 14, 2008
e manchi manchi manchi.
ogni giorno che passa manchi di più. mi manca vedere i tuoi occhi brillare quando sorridi.
prego che tu venga qui, ma non oso chiedere…
la decisione più irrazionale. novembre 5, 2008
e sei sempre tu ogni sorriso sul mio volto. e più leggo di quel vampiro più mi ricorda Te.
mi hai rassicurato, e ti ho creduto. perchè a quella dolcezza involontaria, per nulla ruffiana, ma così spontanea e ingenua, io non posso far altro che credere.
e me lo hai dimostrato quando sei stato sincero anche se sapevi non sarei stata contenta. me lo hai dimostrato in ogni piccola carezza che m’hai fatto.
però ora il mio ottimismo è intervallato da un fastidio pensiero che, sentendo le storie degli altri si è insinuato nella mia mente.
io non voglio. perchè mi fido e non so spiegarlo. non ho nessuno che mi dia certezze, anzi ho la certezza che tu potresti “sbagliare” ma mi fido. e so che mi fiderò anche se sbaglierai. è una cosa irrazionale, che sento e basta, come ho sentito quella strana emozione quando t’ho conosciuto. è irrazionale, perchè non so che parole usare per descrivere ciò, non so se esistono parole per spiegarmi.
e mi ripeto che le persone non cambiano idee da un istante all’altro.
e non lo ripeto per convicermi.
è semplicemente la frase più vera che mi sia venuta in mente.
anzi, forse la gente è anche lunatica.
e anche tu lo sei.
ma non lo saresti in quel modo così sbagliato.
ti voglio bene.
… novembre 4, 2008
mi manca il fiato.
ho letto il commento di lei sul myspace e la gola mi si è chiusa, senza possibilità che entrasse aria.
ho paura.
e se non riuscirai a resistere? ma che dico, io so che non resisterai. lei la conosci da anni, e non credo importi abbastanza che ora stai ufficialmente con me… quante volte hai tradito. perchè a me non dovrebbe succedere?! e anche se stai cambiando, per tua scelta, non basterà.
ho paura.
vorrei parlartene, ma l’idea di farlo mi spaventa ancora di più. ho paura che le tue rassicurazioni potrebbero non essere convincenti; ho paura che tu ti sia già chiesto come fare per vederla ora che torna in italia per un po’.
per un luccichio in più.. novembre 3, 2008
sei nel libro che sto leggendo, non so perchè. sei nella musica che ho in testa. ed è tutto stranamente collegato.
ci vediamo tre giorni ogni venti, ma il tuo non è un entrare e uscire dalla mia vita: tu sei costantemente qui, ogni respiro che prendo.
e non posso fare a meno di sognare, fanciullescamente, che la vita ci darà una possibilità in più.
non posso fare a meno di immaginare, studiare, organizzare il futuro con la speranza che brilla nei miei occhi. e nessuno mi considera più pazza, perchè tutto questo non è un frutto dell’adolescenza, ma chi mi conosce sa che sono io. semplicemente io. e nessuno si sorprende, nessuno dice che sarebbe tutto una cazzata.
perchè io sono quella che vuole fuggire da qui. evadere.
perchè questa non la sento casa mia e allora devo andare a cercarla. e quando sto con te io dimentico che non mi trovo a casa mia e, improvvisamente mi sento… come a casa.
e non oso dirti niente del genere, ho paura.
ogni volta mi si bloccano le parole in gola…
ho paura di perderti. di perdere l’unica persona che solo sfiorandomi mi fa sentire in paradiso. e nemmeno quando me lo hai chiesto sono stata capace di dirtelo.
tre giorni. ottobre 27, 2008
mi hai chiamato dicendo “quindi.. tu non ti saresti fatta sentire tutto il giorno?”
già, era tutto il giorno che non ci sentivamo e tu mi hai chiamata tornando a casa.
tre giorni e ci rivedremo. e i tre giorni successivi non ti lascerò andare nemmeno un secondo.
ti vedo così poco…
eppure vado avanti bene, perchè in qualche modo ci credo. non so come, ma da ogni parola che dici io ci vedo quello che siamo.
è vero quando dicono che è troppo complicato.
ma forse è la coscienza che è una cosa stupida stare insieme a distanza che mi fa andare avanti così.
forse perchè sapendo che non è possibile stare insieme in questo modo, ogni volta che ti sento mi accorgo che noi ce la stiamo facendo.
e ogni giorno me lo dimostri. ti voglio bene.